Da Bruxelles allarme contagio
Monti: "Ci sono le condizioni per crescere, basta populismi"
L’Italia è “in condizioni di crescere”, ma per farlo la strada è quella delle “riforme strutturali”, le inversioni di rotta avrebbero “conseguenze gravi” e per questo occorre “tenere alta la guardia delle finanze pubbliche anche nei prossimi anni”. Così Mario Monti alla presentazione del Def (Documento di economia e finanza). "Le scelte di politiche sbagliate in politica economica si manifestano dopo un certo tempo, così come i benefici delle scelti giuste", ha aggiunto il Professore, e "oggi ci sono buone notizie per l'economia reale: il superindice Ocse di febbraio mostra un'evoluzione positiva per l'Italia".
21 AGO 20

Il rischio contagio dall'Italia resta. L'avvertimento arriva dal rapporto sugli squilibri macroeconomici della Commissione europea pubblicato oggi e che riguarda 13 Paesi. "Il potenziale contagio economico e finanziario al resto dell'area euro resta considerevole – sostiene l'esecutivo Ue – se le turbolenze sui mercati finanziari collegate al debito sovrano italiano si intensificheranno di nuovo". Riconosciuto che "il considerevole sforzo di consolidamento" avviato dal governo "ha contribuito a ridurre in modo decisivo, dalla seconda metà del 2012", i costi del debito italiano, l'esecutivo di Bruxelles tuttavia ricorda: "L'Italia resta vulnerabile a improvvisi cambiamenti del sentimento dei mercati, sottolineando la necessità di mantenere il miglioramento del bilancio in termini strutturali, in modo da mettere il rapporto debito/pil su un percorso costante di riduzione".
L'elevato debito pubblico e la perdita di competitività "continuano ad essere i principali squilibri macroeconomici individuati" dalla Commissione Europea per l'Italia. "La capacità di recupero del settore bancario italiano si è gravemente indebolita dalla metà del 2011 – aggiunge il rapporto – minando la capacità delle banche di sostenere l'attività economica e il risanamento".
L’Italia è “in condizioni di crescere”, ma per farlo la strada è quella delle “riforme strutturali”, le inversioni di rotta avrebbero “conseguenze gravi” e per questo occorre “tenere alta la guardia delle finanze pubbliche anche nei prossimi anni”. Così Mario Monti alla presentazione del Def (Documento di economia e finanza).
La strada per riprendere la crescita è quella delle “riforme strutturali”, riforme che noi “abbiamo avviato, non tutte perchè poi c'è stato un prendere le distanze dei partiti in Parlamento”. "Ora - spiega il premier uscente - l'Italia è in condizioni di crescere. Se noi guardiamo alla distanza della situazione dell'economia italiana", ha aggiunto il Professore, “si può notare che c'era da molto tempo una situazione di declino" con "grossi fenomeni di iniquità tra le generazioni".
Il problema, secondo Monti, è che "le scelte di politiche sbagliate in politica economica si manifestano dopo un certo tempo, così come i benefici delle scelti giuste". "Oggi ci sono buone notizie per l'economia reale: il superindice Ocse di febbraio mostra un'evoluzione positiva per l'Italia". Allo stesso modo "il documento della Commissione Ue – ha sottolineato Monti - ricorda che in Italia sussistono squilibri rilevanti: la Commissione indica 11 paesi con squilibri non considerati eccessivi, tra cui l'Italia, ma invita a tenere conto degli squilibri proprio nei Piani nazionali di riforma. Il compito del prossimo governo è quello di rimediare a questi residui squilibri".
Un passo avanti per Monti è stato comunque fatto visto che oggi "abbiamo cominciato ad aggredire il problema, mentre prima veniva negata la sua esistenza. Il Paese può uscire dalla crisi non con tatticismi e ricette populiste'' ma con misure ''mirate e forti per costruire nuove opportunità di crescita e occupazione". "Oggi il paese è più solido come prospettiva e più sano come fondamento ma in grande sofferenza per le imprese, le famiglie e i lavoratori". Alla luce di questi dati, sottolinea il Professore, "sarebbe un gravissimo errore se si dovesse concludere dai dati negativi attuali, che le politiche praticate nell'ultimo anno e mezzo non siano quelle giuste e si volesse invertirle. Non è il momento di allentare la presa ma di lavorare più incisivamente sulle riforme".
Inoltre occorrerà “tenere alta la guardia nella disciplina delle finanze pubbliche anche nei prossimi anni”, ha detto Monti rallegrandosi per il collocamento dei bot con rendimenti al minimo storico. “E' un capitale in termini di credibilità che è costato agli italiani sacrifici pesanti” e “sarebbe disastroso perderlo”.
La strada per riprendere la crescita è quella delle “riforme strutturali”, riforme che noi “abbiamo avviato, non tutte perchè poi c'è stato un prendere le distanze dei partiti in Parlamento”. "Ora - spiega il premier uscente - l'Italia è in condizioni di crescere. Se noi guardiamo alla distanza della situazione dell'economia italiana", ha aggiunto il Professore, “si può notare che c'era da molto tempo una situazione di declino" con "grossi fenomeni di iniquità tra le generazioni".
Il problema, secondo Monti, è che "le scelte di politiche sbagliate in politica economica si manifestano dopo un certo tempo, così come i benefici delle scelti giuste". "Oggi ci sono buone notizie per l'economia reale: il superindice Ocse di febbraio mostra un'evoluzione positiva per l'Italia". Allo stesso modo "il documento della Commissione Ue – ha sottolineato Monti - ricorda che in Italia sussistono squilibri rilevanti: la Commissione indica 11 paesi con squilibri non considerati eccessivi, tra cui l'Italia, ma invita a tenere conto degli squilibri proprio nei Piani nazionali di riforma. Il compito del prossimo governo è quello di rimediare a questi residui squilibri".
Un passo avanti per Monti è stato comunque fatto visto che oggi "abbiamo cominciato ad aggredire il problema, mentre prima veniva negata la sua esistenza. Il Paese può uscire dalla crisi non con tatticismi e ricette populiste'' ma con misure ''mirate e forti per costruire nuove opportunità di crescita e occupazione". "Oggi il paese è più solido come prospettiva e più sano come fondamento ma in grande sofferenza per le imprese, le famiglie e i lavoratori". Alla luce di questi dati, sottolinea il Professore, "sarebbe un gravissimo errore se si dovesse concludere dai dati negativi attuali, che le politiche praticate nell'ultimo anno e mezzo non siano quelle giuste e si volesse invertirle. Non è il momento di allentare la presa ma di lavorare più incisivamente sulle riforme".
Inoltre occorrerà “tenere alta la guardia nella disciplina delle finanze pubbliche anche nei prossimi anni”, ha detto Monti rallegrandosi per il collocamento dei bot con rendimenti al minimo storico. “E' un capitale in termini di credibilità che è costato agli italiani sacrifici pesanti” e “sarebbe disastroso perderlo”.